Il locale

                                              
La Fornarina
(Raffaello Sanzio, 1518-1519 circa)
Olio su tavola – cm 85×60
Galleria Nazionale d’Arte Antica,
Palazzo Barberini – Roma
 
Nel cuore di Trastevere c’è un cortile incantato
dove – un tempo – Raffaello andava a corteggiare
e a ritrarre Margherita Luti, la bella “Fornarina”
che gli fece perdere la testa. Nello stesso cortile
Romolo Casali avviò il suo ristorante.
(Paolo Di Giannantonio, Sapori colti, Skira, 2009).
Romolo Casali rileva nel 1930 la storica osteria appartenuta, secondo la tradizione, al padre della Fornarina. Il locale diventa famoso per l’eccellente cucina tradizionale romana che Romolo perfeziona e personalizza e perché Trilussa, il più amato poeta romano del ‘900, ha qui un tavolo fisso, come ricorda un’iscrizione nella sala d’entrata. Il ristorante diventa il luogo d’incontro di giornalisti, scrittori, storici, studiosi di cose romane come Ceccarius, che affidano i loro commenti al libro degli ospiti.
                                                            Il monumento a Trilussa
                               nella piazza di Trastevere a lui dedicata
                                         a poche decine di metri da Romolo. 
Negli anni ’50 – ’70, Romolo è affiancato dal figlio Tonino, giovane colto e interessato alle arti oltre che alla gastronomia. Insieme al padre promuove mostre d’arte e premi, eventi e appuntamenti di cultura che attirano il bel mondo. Sono gli anni della Hollywood sul Tevere e della Dolce Vita. Il giardino della Fornarina si conferma punto d’incontro di pittori e modelle, scrittori e poeti, ma anche di attori e cantanti, giornalisti e stilisti, storici e critici d’arte: Joan Mirò e Renato Guttuso, Jean Cocteau e Marlon Brando, Kirk Douglas e Maria Callas, Tyron Power e Linda Christian, Palma Bucarelli e Lorenza Trucchi, le sorelle Fontana e Mino Maccari, e anche Massimo Campigli, Miriam Mafai, Franca Valeri, Brigitte
Bardot e Giuliano Gemma. Frequentavano Romolo anche poeti come Sandro Penna, Leonardo Sinisgalli, Lawrence Ferlinghetti,
e regine come Fabiola del Belgio.
Sopra, dall’alto in basso: Tonino Casali riceve Palma Bucarelli che diresse la Galleria d’Arte Moderna dagli anni della guerra fino al 1975;

lo spoglio dei voti per l’assegnazione della prima edizione del premio d’arte promosso nel 1958 dalla casa di moda Sorelle Fontana che fu vinto da Renzo Vespignani: le opere andarono poi in mostra a New York nei saloni del Plaza.
 
                                                                           Tonino fa gli onori di casa.

A sinistra: da Romolo nel 1953, Jean Cocteau e
Lorenza Trucchi, giornalista culturale e
critica d’arte che è stata a lungo Presidente
della Quadriennale d’Arte di Roma; qui
sopra un momento dell’apertura dell’esposizione inaugurale della “Sala della Fornarina” negli anni ’60, con Luciano Luisi che intervista Domenico Purificato, l’attore Antonio Cifariello, e di quinta, a destra, il critico e scrittore Ugo Moretti. Vi esposero, tra gli altri, Corrado Cagli, Riccardo Francalancia, Franco Gentilini, Emilio Greco, Renato Guttuso, Mario Mafai, Luigi Montanarini, Giovanni Omiccioli, Domenico Purificato, Alberto Ziveri; di fianco Brigitte Bardot che amava entrare nella cucina di Romolo per imparare le ricette romane e Giuliano Gemma.

Il figlio di Romolo è anche un moderno mecenate al quale ricorrono per esporre, vendere quadri e, naturalmente, mangiare, artisti giovani e squattrinati, la generazione bohémien che vive e lavora tra via della Lungara e via Garibaldi riscaldata dal genio del grande poeta spagnolo Rafael Alberti.

Alla fine degli anni ’70 Bernardo Bertolucci, trasteverino d’adozione, sceglie la suggestiva ambientazione di Romolo per girare un’importante scena del film La luna con Jill Clayburgh protagonista. Ancora passioni forti e arte nel giardino della Fornarina.
La gestione del ristorante passa alla fine
degli anni ’70 da Tonino alla sorella Marisa. Con lei si fondono due grandi dinastie di ristoratori romani: il marito,
Angelino Biasciucci (Angelino a Tor Margana), è promotore e anima del Premio
Tor Margana che negli anni ’60 è stato uno dei punti fermi della vita culturale romana.
Negli ultimi anni Marisa Casali è affiancata da sua figlia Vittoria Biasciucci, con le stesse passioni del padre e dello zio. La tradizione familiare e un passato da gallerista ed ecco che il giardino della Fornarina torna a ospitare mostre e iniziative d’arte e cultura.

 

 

 

 

 

 

 

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